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Come scegliere il fornitore adatto? Ecco 4 buone ragioni per scegliere uno specialista

Arredi per negozi
LA SPECIALIZZAZIONE –

Quello della specializzazione è un argomento molto dibattuto. Dalle teorie di Taylor e il cosiddetto “Fordismo” la nostra società si è sempre più “specializzata”. Si sono specializzate le competenze, l’organizzazione del lavoro, i prodotti, ecc.
Oggi si sentono molti pareri sulla presunta importanza di de-specializzarsi, di tornare a fare “di tutto un po’”.
Non entrerò approfonditamente nel merito della questione ma vorrei dare uno spunto di riflessione.

A livello personale, arriva sempre quel momento della vita in cui è importante capire le nostre specialità.
In cosa siamo più bravi? Cosa ci riesce meglio?

Ma anche: Cosa ci piace fare di più?

Trovare una risposta a queste domande ci aiuta a prendere una strada, a fare meglio le nostre scelte professionali e di vita. Non sto dicendo niente di nuovo, giusto?
E allora, perché non deve valere anche per una azienda?
Anche per una azienda arriva un momento in cui deve chiedersi: Qual è la mia specializzazione? Cosa mi differenzia?

I BISOGNI –

Una azienda deve rispondere ai bisogni delle persone. Le persone a cui riusciamo a soddisfare un bisogno sono i nostri clienti.
Ma, lo sappiamo, è impossibile accontentare tutti. Allora tanto vale capire quali problemi si è più bravi a risolvere e scommetter tutto su questo. Ci sarà sempre qualcuno con quello specifico bisogno. E se tu sei il più bravo di tutti, le persone chiederanno di te.
Nell’ultimo anno ho provato a rispondere a queste domande per la mia azienda. E la voglio portare come esempio.

Abbiamo risposto a due domande apparentemente semplici:

1) Chi siamo?

Siamo “Penta Systems” il Contract del Metallo.

2) Cosa facciamo?

Produciamo prodotti finiti su misura, in metallo, per arredi di catene di negozi.

Anche se è quello che facciamo da molti anni, non è stato così immediato arrivare a formulare questa definizione!

Lo sai perché? Perché anche a noi piacerebbe fare di tutto! Ma avere una specializzazione è un vantaggio tanto per l’azienda che per il suo cliente.

DIFFERENZIARSI –

Come abbiamo fatto a capire in cosa siamo più bravi? Un aiuto è guardare alle “differenze” rispetto agli altri. Ed è qualcosa che tu, come cliente, dovresti guardare sempre per un tuo fornitore.
Per farti un esempio pratico, ti rivelerò una parte delle nostre analisi.

Ecco, in sintesi, alcuni aspetti che ci differenziano dai nostri competitor:
– Produzione diretta produciamo internamente tutti i prodotti in metallo: molte aziende che lavorano nel nostro settore non sono produttori diretti
– Servizio completo realizziamo prodotti finiti su misura: aziende produttrici come la nostra, spesso, forniscono solo semilavorati
– Meno fornitori ricerchiamo le migliori soluzioni sul mercato per ricorrere il meno possibile a fornitori esterni
– Un solo settore siamo specializzati nel retail e conosciamo perfettamente gli arredi per negozi

SCEGLI UNO SPECIALISTA PER ARREDARE  I TUOI NEGOZI –

Ecco, quindi, i 4 motivi per cui scegliere uno specialista:

1. ESPERIENZA – lo specialista è esperto dei materiali e del tuo settore
2. RISPARMIO DI TEMPO E DENARO – lo specialista gode di processi industriali definiti, economia di scala, controllo della materia prima con un risparmio di tempi e costi, a parità di qualità delle lavorazioni
3. SCELTA – lo specialista può farti vedere le possibili alternative e creare prototipi per te
4. SICUREZZA – certificazioni di prodotto e marcature

Lo specialista conviene, scopri quello più adatto alle tue esigenze.

Hai qualche richiesta? Vuoi sapere se possiamo fare al caso tuo per i tuoi progetti? Ti servono dei campioni di finiture o soltanto dei consigli per l’arredo dei tuoi negozi? SCRIVIMI

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Sai cos’è l’ingegnerizzazione? No? Eppure ti riguarda molto da vicino, scopri perché…

 

Ingegnerizzazione arredi per negozi - Penta Systems

Come velocizzare i tuoi progetti (e risparmiare) grazie a una organizzazione efficiente

In questo articolo voglio parlarti dell’importanza di una progettazione efficiente e di un sistema industriale flessibile per sviluppare i tuoi progetti di arredo. A quale scopo? Per aiutarti a scegliere il prodotto migliore! Sei pronto? Andiamo.

Il primo punto che voglio sottolineare è la Filiera Corta.

LA FILIERA CORTA  

Cosa significa “filiera corta”? Non è proprio la stessa cosa del “Chilometri zero” nell’agricoltura ma quasi. Significa che tutto, o almeno la maggior parte, del processo che va dalla materia prima (ad esempio, nella mia azienda, le lastre di ferro) al prodotto finito (ad esempio, un arredo completo) è gestito all’interno della stessa fabbrica.

Avere all’interno di una stessa azienda il controllo di tutto il processo è un indiscutibile vantaggio. Ma un vantaggio per chi? Soprattutto per il cliente, per te! Sì, perché sai in ogni momento qual è lo stato delle lavorazioni del tuo prodotto. Sono più facili le modifiche in corso d’opera e l’assistenza operativa. Hai più chiaro quale sarà il risultato. E poi, si riducono costi e tempi. E questo, la riduzione di costi e tempi, introduce il secondo tema: l’ingegnerizzazione.

INGEGNERIZZAZIONE

Conosci la definizione di ingegnerizzazione? Ne ho già parlato in un post precedente. Mi perdonerai se riporto nuovamente la definizione di Wikipedia.

L’ingegnerizzazione è necessaria a portare piccole correzioni al progetto iniziale, con l’intento di migliorarne le caratteristiche ma, nel contempo, mettere in pratica le soluzioni tecniche migliori, volte a ridurre al minimo il tempo necessario all’assemblaggio nella futura fase di produzione, nonché agevolarne l’eventuale manutenzione. In questa fase si sceglie anche quale aspetto dare al prodotto, per renderlo di massimo gradimento all’eventuale acquirente.”

Tradotto: è con l’ingegnerizzazione che il tuo prodotto diventa più bello/meno bello, più costoso/meno costoso e perfino più sicuro/meno sicuro. Ma cos’è questa ingegnerizzazione allora? Potremmo definirla la progettazione “produttiva”. Riguarda la traduzione dei progetti di un architetto o designer in istruzioni pratiche per poterli produrre.

LA DEFINIZIONE 

Proviamo a scomporre questa definizione.

“Piccole correzioni al progetto iniziale”

Il tuo progetto è perfetto così com’è, certo. Ma anche se l’idea è stupenda, la pratica non va sempre di pari passo.

Quell’elemento bellissimo che ti piace tanto magari si può fare in due modi: uno è esattamente identico al tuo disegno. Tieni conto, però, che per farlo servono dei mesi e il costo è molto elevato.

Ma si può fare anche in un modo leggermente diverso, con una differenza estetica minima, nella metà del tempo e con la metà del costo. Cosa scegli? Dipende! Giusto, dipende dal tipo di lavoro. Ma solo l’ingegnerizzazione ti può dare il riscontro reale del tuo progetto e aiutarti a scegliere a seconda delle tue esigenze.

Ridurre al minimo il tempo necessario all’assemblaggio … nonché agevolarne l’eventuale manutenzione

Proprio così. Di tanti modi diversi per dare vita a un tuo progetto ce ne sono di più efficientie di meno efficienti. Una ingegnerizzazione ben fatta rende il tuo prodotto più efficiente, meno costoso e più pratico. Anche da montare!

Quale aspetto dare al prodotto per renderlo di massimo gradimento

Il tuo progetto magari è studiato fin nei minimi particolari. Ma ciò che riguarda le lavorazioni è un aspetto di cui si occupa il produttore. Magari a te basta che quel pezzo sia verniciato con un colore specifico. Ma non hai l’idea esatta di come potrebbe essere al tatto. Può darsi che sia un aspetto importante e solo il produttore potrà consigliarti, per esempio, se esistono alternative identiche alla vista ma diverse al tatto. Questo è solo un esempio, ma ce ne sono molti altri.

UN CASO STUDIO 

Per farti capire l’importanza di una buona ingegnerizzazione (e di come mettere in atto lavorazioni alternative, simili alle originali, ma meno complesse) ti riporto il caso di un ultimo format per negozi di cui ci siamo occupati.

Ci è stata commissionata la produzione di un nuovo format di punti vendita di un marchio di abbigliamento. Dopo aver ricevuto i progetti, ci siamo messi ad analizzarli. Abbiamo proposto diverse, piccole, modifiche. Il cliente le ha accettate. Il risultato? Abbiamo ridotto i costi del 20% rispetto al progetto iniziale. Ovviamente, mantenendo inalterate estetica e funzionalità. Nel caso specifico, ci siamo concentrati nel migliorare l’assemblaggio, quindi:

– Minori costi logistici: abbiamo realizzato elementi smontabili, facili da immagazzinare e trasportare

– Ridotti costi di manodopera: abbiamo concordato di sfruttare le maestranze già presenti in cantiere (grazie a istruzioni di montaggio semplificate che hanno facilitato l’assemblaggio)

In conclusione: un buon progetto è una base di partenza ottima. La produzione dovrà esserne all’altezza. Il tramite si chiama “ingegnerizzazione”.

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Ecco come si standardizza un oggetto su misura

Standardizzazione Ingengerizzazione e Industrializzazione in Penta Systems arredi per negozi

STANDARD MA SU MISURA – Con questo articolo vorrei far luce su un apparente paradosso.

Si può avere un oggetto personalizzato e standardizzato allo stesso tempo?

La risposta è certo che sì.

Attenzione: non sto parlando di adattare un elemento standard. Parlo proprio della possibilità di far diventare standard un prodotto personalizzato.

Cosa significa standard? Significa replicabile all’infinito con la garanzia di avere sempre le stesse caratteristiche di prodotto.

Nessuna sorpresa: un articolo è sempre uguale a se stesso, così, una volta approvato, il cliente ha la garanzia del risultato. E, non guasta, tempi più rapidi nella consegna.

Come si fa? Si fa grazie all’ingegnerizzazione (che alcuni chiamano anche “industrializzazione).

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INGEGNERIZZAZIONE – Conosci la definizione di ingegnerizzazione?

Secondo Wikipedia l’ingegnerizzazione è “necessaria a portare piccole correzioni al progetto iniziale, con l’intento di migliorarne le caratteristiche ma, nel contempo, mettere in pratica le soluzioni tecniche migliori, volte a ridurre al minimo il tempo necessario all’assemblaggio nella futura fase di produzione, nonché agevolarne l’eventuale manutenzione. In questa fase si sceglie anche quale aspetto dare al prodotto, per renderlo di massimo gradimento all’eventuale acquirente.”

Sono molte le variabili che vengono definite dal processo di ingegnerizzazione, con questo articolo voglio mettere l’accento su quelle che permettono di rendere standard un progetto su misura.

Proviamo a capire meglio il funzionamento con riguardo al settore nel quale ho più esperienza: quello degli arredi per negozi.

COME FUNZIONA

  • Lo studio tecnico del cliente progetta, ad esempio, un nuovo format per i suoi punti vendita, o nuovi accessori di arredo
  • A quel punto si interfaccia con l’ufficio tecnico interno del fornitore per verificare la fattibilità
  • L’ufficio tecnico può fornire delle proposte alternative, per ottimizzare i costi e i tempi (ne parlerò approfonditamente in un post successivo)
  • È il momento di toccare con mano il risultato. Il fornitore può fornire dei campioni di prodotto per dare l’idea del risultato finale. Negli ultimi anni questo aspetto è diventato sempre più importante (nella mia azienda ci siamo specializzati nel fornire campioni realistici in tempi rapidi)
  • Quando i progetti vengono confermati, l’ufficio tecnico descrive tutte le procedure standardizzate per la produzione di quel prodotto. Procedure che vanno dai progetti tecnici al processo di produzione.

A questo punto, il gioco è fatto.

Una volta che si è operata l’ingegnerizzazione (se fatta bene) la magia è fatta: un elemento su misura è diventato standard. A quel punto si può produrre on-demand, pezzi unici o interi stock. Diventa possibile produrre gli articoli richiesti in qualsiasi momento, anche dopo mesi, con la garanzia che saranno perfettamente identici ai primi.

Faccio chiarezza su questo punto, perché può apparire scontato.

Alcune aziende non hanno questo tipo di organizzazione interna. Significa che ogni volta che richiedi un nuovo arredo, anche se identico a quello già prodotto qualche tempo prima, l’azienda rimette in piedi l’intero processo, quasi come se ripartisse da zero.

Riesci a immaginare la quantità di tempo sprecato e, soprattutto, il rischio che ogni arredo sia diverso dal precedente? Elementi diversi, nelle strutture e nelle finiture.

Se ordini una “barra” oggi, deve essere uguale a quella che ordinerai fra un anno: deve agganciarsi perfettamente.

Ti sembra ovvio? Credimi, non lo è per niente, nelle metodologie di lavoro di molti produttori.

Tieni a mente, quindi, l’importanza di questo passaggio e verifica che l’ufficio tecnico del tuo fornitore operi per bene la fase dell’“ingegnerizzazione”.

LE ISTRUZIONI DI MONTAGGIO – E per il montaggio?

L’ingegnerizzazione serve anche a semplificare l’assemblaggio di elementi che, spediti smontati per ottimizzare costi e ingombri, possono venire facilmente installati dalle maestranze presenti in cantiere o dagli operai addetti al montaggio.

Il libretto di istruzioni?

Esatto!

In pratica, per ogni elemento smontabile si può costruire un libretto di istruzioni che permetta a chiunque di installare quel prodotto. Dovrebbe essere così semplice da essere capito anche da un bambino. E tutto questo come si fa? Esatto, anche questo si fa con l’ingegnerizzazione. .

Se vuoi saperne di più su questi temi, contattami. Sarò felice di illustrarti i nostri sistemi.

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La copia della copia – Galvanica e verniciatura a confronto

Galvanica o verniciatura? Finiture alternative nell'acciaio per arredi

Le alternative alla Galvanica

Esistono valide alternative alle galvanica. L’avessimo detto un po’ di anni fa sarebbe stata una mezza “bestemmia” per gli addetti ai lavori. Ma oggi, in verniciatura, si sono fatti enormi passi avanti.

Se qualche anno fa era impensabile ottenere risultati simili alla galvanica con la sola verniciatura, oggi le cose sono cambiate e più di un produttore offre soluzioni di alto livello.

In un precedente articolo ho scritto una breve introduzione alla “Galvanica”. Concludevo dicendo che esistono delle alternative. Ora ti spiego di cosa si tratta.

Prima cosa: in questo articolo non vedrai degli esempi fotografici. Perché? Non è semplice rendere l’idea con una foto, perciò ho deciso di non metterne (tranne in copertina).

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COSA SCEGLIERE – Ma perché mai dovresti scegliere la copia della copia (anche se la copia non è tanto male)?

Sopra di tutto: i tempi.

Se lavori nel retail non avrai problemi a capire il motivo di questa affermazione. Sì, perché in tutti settori, ma in questo ancor di più, le tempistiche sono fondamentali e con la verniciatura il campo applicativo si allarga e le alternative possibili alla galvanica diventano alternative valide.

Nella mia azienda abbiamo un reparto verniciatura interno, a spray o polvere, e questi prodotti ci permettono di gestire il ciclo interamente all’interno della nostra struttura. Questo si traduce in tempi rapidi, qualità e affidabilità per il cliente.

Attenzione: non ho citato i costi. E l’ho fatto per una ragione ben precisa. Il costo di questi prodotti non è basso e se ti aspetti di risparmiare in modo importante rispetto alla Galvanica potresti rimanerci male quando ti comunicheranno il costo al chilo di queste vernici.

Ecco, è proprio questo il grosso limite di tali prodotti ma mi aspetto che entro qualche anno, con l’aumentare dell’uso degli stessi, i produttori di queste vernici (ancora troppo pochi) aumenteranno l’offerta, crescerà la concorrenza e i prezzi scenderanno.

Tuttavia, vale la pena citare tutti i vantaggi che ci son già fin da ora.

TEMPI, PROGETTAZIONE E AMBIENTE – La galvanica è poco amica dell’ambiente?

Purtroppo, bisogna citare i casi entrati alla ribalta della cronaca e che hanno contribuito a una certa fama negativa verso questi trattamenti: zone avvelenate da sostanze come il cromo, frutto di sversamenti di fabbriche che operano proprio con la galvanica.

Ma attenzione, la galvanica non è certo da criminalizzare! Chi lavora bene e a norma di legge non crea questi problemi. Ad ogni modo, data la sempre maggiore richiesta di prodotti sostenibili da parte del mercato, è immaginabile che l’aspetto ambientale diverrà sempre più importante, con conseguenti difficoltà crescenti per queste aziende, aumento dei costi e via a seguire.

Ho già parlato dei tempi?

Certo, serve un fornitore in meno e il processo può essere gestito internamente dal produttore. Inoltre, i tempi per progettare la galvanica possono essere più lunghi  e, a volte, questo può influire anche sul costo finale. Inoltre, ci sono alcune necessità con cui fare i conti quando usi la galvanica: fori di scolo dei liquidi, limiti dimensionali, ecc… (Vedi articolo precedente).

CASO STUDIO – posso portarvi un esempio accaduto nella mia azienda recentemente.

Un cliente ci affida un il progetto di una libreria. Siamo a ridosso delle feste natalizie e il prodotto deve essere assolutamente pronto entro il 10 gennaio.

A livello progettuale e produttivo siamo in grado di rispettare i tempi. Per la finitura, al cliente piacerebbe una versione oro satinato e ci domanda la galvanica.

Facciamo una valutazione e con la galvanica si ritarda di almeno due settimane (per la maggiore si tratta di tempi tecnici del fornitore).

Inoltre, facciamo presente che ci vengono richiesti dei fori su ogni mensola per scolare i liquidi del bagno. L’impatto estetico è evidente per la tipologia di prodotto.

Non da ultimo, le dimensioni della galvanica ci avrebbero costretto a una progettazione in tanti elementi smontabili con conseguente aumento di tempi e costi. Suggeriamo una verniciatura simil-galvanica. Il cliente visiona dei campioni e decide di acquistarlo.

Il pezzo è pronto e spedito già l’8 gennaio.

Il risultato? Beh, considerato che il pezzo è finito su una rivista specializzata di design direi che non deve essere stato tanto male.

 

RICAPITOLIAMO:

Galvanica

PRO: qualità, numero di finiture disponibili, pregio

CONTRO: tempi di produzione, limiti dimensionali, costi

 

Verniciatura

PRO: Tempi di produzione più brevi, nessun particolare limiti dimensionale

CONTRO: Costi elevati rispetto ad altre verniciature

 

In conclusione: dalla mia esperienza la galvanica rimane al top in termini di pregio ma i limiti dimensionali, le difficoltà tecniche e progettuali, i tempi di produzione, stanno spianando al strada a verniciature sempre più interessanti e versatili.

Non da ultima, la possibilità di applicare questi prodotti in autonomia per una azienda produttrice come la mia, che permette ulteriori grossi vantaggi nella gestione delle tempistiche.

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Designer: quanto conosci della Galvanica? Pro e Contro di una finitura tanto discussa

Finiture arredi in metallo - Penta Systems

Quando si parla di finiture non si può non citare una della più pregiate: la “Galvanica”.

Ma precisamente, di cosa stiamo parlando?

Ricordo benissimo la mia prima visita a uno stabilimento galvanico: vasche, forni, impianti automatizzati. Non riuscivo a capire bene il processo, perciò chiesi al capo reparto: “Mi spieghi, in parole semplici, cos’è la galvanica?”

Riporto la sua spiegazione: “Il processo galvanico è il rivestimento di un metallo base con un altro metallo, generalmente più prezioso. Spesso, noi, facciamo l’oro lucido che risulta dall’immersione del pezzo nel bagno elettrolitico.”

Era tutto un po’ più chiaro. Mi tornavano in mente le lezioni di fisica e chimica delle scuole superiori: anodo, catodo, bagno elettrolitico….

Mi mancava un passaggio, per me importantissimo in quanto produttore: “Come deve essere preparato il pezzo da trattare per la galvanica?”

Con un ghigno quasi beffardo, il capo reparto rispose: “Deve essere lucido e, comunque, dipende dalla finitura richiesta. Ma fai attenzione: i difetti presenti nel metallo base saranno presenti anche dopo anzi, saranno esaltati.”

LA TECNICA – Il processo si chiama galvanostegia” dal nome dell’italiano Luigi Galvani scopritore del fluido elettrico. Si usa per proteggere dalla corrosione ma anche, ed è lo scopo principale in cui ne parlo qui, a scopo decorativo.

Con la galvanostegia è possibile ricoprire l’acciaio con zinco, stagno, nichel, cromo e metalli preziosi come argento e oro.

Ma come funziona? In parole povere: si va a ricreare, sopra al materiale che stai usando per il tuo arredo, uno strato passivante simile a quello che si crea automaticamente sull’acciaio inox e sul corten, ricordi?

STORIA E TECNOLOGIA – La storia della galvanostegia è collegata a quella della fisica. Nel diciannovesimo secolo, si sperimentano apparecchi per l’elettrodeposizione di argento e ottone poi per la zincatura a caldo.

Ed ecco alcune delle applicazioni della galvanostegia, di cui hai sicuramente già sentito parlare:

  • zincatura
  • cromatura
  • nichelatura
  • doratura elettrolitica

LIMITAZIONI – Come vedi, l’utilizzo della finitura Galvanica è più diffuso di quello che sembra. Ed è davvero una finitura di gran pregio. Tuttavia, non è così semplice come appare.

Non si può produrre un elemento di arredo in acciaio e solo poi, anche se è ancora al grezzo, decidere per un trattamento galvanico, piuttosto che una verniciatura. Infatti, la galvanica, ha bisogno di particolari accorgimenti già in fase di progettazione (fori di scolo dei liquidi, parti smontabili, ecc…) e presenta diversi limiti dimensionali: ricorda che è sempre un “bagno” in cui vengono immersi i pezzi e le vasche hanno misure limitate.

Inoltre, come mi aveva detto il caporeparto dello stabilimento, il pezzo va rifinito in modo particolare. La verniciatura spesso va a coprire piccole imperfezioni, al contrario, la galvanica le esalta. Non è una questione da poco, te lo assicuro.

Su alcuni elementi di arredo, le necessità di questi trattamenti, possono creare difficoltà a ottenere l’effetto voluto, sopratutto considerando  l’aspetto estetico, che limita il campo delle soluzioni possibili.

LA GALVANICA IN 3 PUNTI – Riassumendo:

– La “galvanostegia” è un processo di rivestimento di un “metallo base” con un altro metallo

– Si usa per aumentare le proprietà del “metallo base” soprattutto a scopo di resistenza alla corrosione ma anche per necessità estetiche

– Il trattamento viene effettuato per immersione in un bagno elettrolitico con sostanze chimiche

PRO E CONTRO 

Pro: puoi costruire un normale pezzo di arredo in acciaio e farlo sembrare d’oro, di rame  o altri materiali. Di fatto, è come se fosse realmente così, visto che, lo strato superficiale, è davvero di quel materiale.

Contro: ci sono molte limitazioni dimensionali e molti accorgimenti che devono essere presi in fase di progettazione. Inoltre, il processo allunga i tempi di produzione ed è piuttosto costoso.

LE ALTERNATIVE – Esistono degli effetti simili ma alternativi alla galvanizzazione?

La risposta è sì, oggi esistono vernici sempre più interessanti che vanno a creare effetti simili alla galvanizzazione. Ne parlerò meglio in un prossimo articolo.

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Come fare l’acciaio inox con finiture a specchio

Acciaio Inox lucido - finiture a specchio - Penta Systems arredo negozi

Mi costi, ma quanto mi costi?

MAGIA O DURO LAVORO? – Mi credi se ti dico che la prima volta che ho scoperto come si ottiene l’acciaio lucido a specchio mi sono emozionato?

Eh sì, per me il metallo è passione e, quando c’è passione, l’emozione è inevitabile.

Sentivo dire dal capo officina: “Lucida quel pezzo, deve essere a specchio. Il cliente è molto esigente, perciò bada che non ci siano imperfezioni”.

Pezzi grezzi che per magia diventavano lucidi al punto di potersi specchiare. Ma com’era possibile? Quali erano i processi per arrivare a tale lucentezza? A quella riflessione estrema?

Niente, bisognava provare per conoscere meglio. Negli anni ho capito che se provo di persona le lavorazioni, riesco a spiegarle meglio ai miei clienti e non rischio di figurare solo come un classico addetto commerciale che vuol “vendere il ghiaccio al polo nord”.

Ecco perché, qualche volta, mi ritrovo in officina la sera, a provare, per capire bene.

Quindi, questo acciaio lucido? Come si lucida?

LUCIDATURA – L’acciaio inox lucido è il risultante di una serie di operazioni di levigatura (hai presente la carta vetrata?) con grane via via meno aggressive. Alla fine, quando la superficie è perfettamente liscia, uniforme e priva di graffi, si può, tramite l’utilizzo di spazzole in cotone, lucidare il pezzo.

Almeno, questo è il metodo che usiamo nella mia azienda. Si sa, ognuno per fare la “torta margherita” usa una ricetta diversa.

Una cosa è certa e l’abbiamo imparato a nostra spese: l’inox lucido non perdona. Se salti qualche passaggio, si noterà e il risultato sarà mediocre. È facilissimo notare i difetti con questo materiale (specie se li conosci) e quando ci metti l’occhio sopra, ahimè, vedi solo quelli.

Forse a te interessa sapere perché ti dicono sempre che l’acciaio inox lucido è caro. Il motivo è la manodopera. Ci vuole tanto tempo per eseguire questa lavorazione. Certo, si può realizzare sia a mano sia a macchina, però dipende da quantità e tipo di geometria. In ogni caso, i passaggi sono molti e i tempi lunghi. Immagina, ad esempio, che ci sia una saldatura molata e si debba ripristinare il lucido. Le differenze di prezzo dovute alla lucidatura non sono poche.

DIVERSI PASSAGGI – I passaggi per ottenerlo bene non sono pochi e questo significa tempo, tempo e tempo.

E non può essere tempo di “scarsa qualità” ma, al contrario, la qualità, intesa come abilità tecnica dell’artigiano, deve essere estrema. Inoltre, ovviamente, l’inox costa di più perché è inossidabile, più pregiato del semplice acciaio.

Ricapitoliamo:

–         L’acciaio inox lucido a specchio è il risultato di lavorazioni meccaniche progressive.

–         Tali lavorazioni possono essere manuali o automatizzate, in funzione del tipo di manufatto.

–         Si tratta di una finitura molto costosa perché necessità di una grande quantità di tempo e di manodopera esperta.

Considera che l’acciaio inox lucidato migliora anche le caratteristiche contro la corrosione, perché diminuisce la rugosità e quindi la possibilità di crearsi ossido nelle intersezioni delle creste. Di fatto, dopo questa lavorazione meccanica si auto passiva in modo più efficace (vedi articolo di approfondimento sul materiale Acciaio Inox).

Per concludere: se vuoi specchiarti sull’Acciaio lo puoi fare. In definitiva serve solo olio di gomito e tanta abilità.

L’effetto finale merita davvero: puoi creare superfici a specchio utilizzando l’acciaio e quindi ottenere intere strutture specchiate, cosa che non potresti mai fare con l’uso di un normale specchio.

Insomma, una lavorazione interessante da usare con parsimonia nei progetti di arredo, dati i costi, ma assolutamente da prendere in considerazione.

Se vuoi chiedermi qualche informazione in più o sapere cosa possiamo fare per te, non esitare a contattarmi, ti risponderò al più presto.

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Vuoi abbassare i costi? Non sacrificare la qualità, concentrati su ciò che è efficiente. Un aiuto dalla metodologia giapponese del “Lean Thinking”. Ecco come fare.

Lean Thinking applicato alla produzione di arredi per negozi

Alzi la mano chi non conosce il principio di Pareto o “legge 80/20”! Rispolveriamolo. Si tratta di un principio della statistica secondo cui “il 20% delle cause provoca l’80% degli effetti”.

Le implicazioni di questo, come potete immaginare,sono moltissime. Di base, la cosa più importante che ci insegna è che si possono rendere le procedure molto più efficienti.

Come? Concentrandoci sul 20% di cose importanti da fare. Questo permette di fare le cose meglio e facendole costare meno.

Un principio fondamentale anche nella vita di tutti i giorni. Concentratevi sul 20% che è importante per voi e lasciate andare l’80%!

Ma come lo applichiamo alla produzione? Un aiuto ci viene dal Giappone.

LEAN PRODUCTION – Qualche anno fa ci siamo posti una domanda fondamentale: come possiamo rimanere competitivi mantenendo intatta la nostra qualità di prodotto?

Dopo un periodo di ricerca, la risposta che ci siamo dati è stata la Lean Production.

La metodologia “Lean” (che letteralmente significa “snello”) nasce nelle case automobilistiche prendendo spunto dal modello di produzione del marchio Toyota. I motivi sono sempre gli stessi. Il mercato attuale vuole riduzione dei costi, elevati standard qualitativi, tempi di consegna sempre più rapidi, prodotti con brevi ciclo di vita, necessità di disporre di un ampia gamma di prodotto, personalizzazione sempre più spinta.

E allora: come rimanere in gioco?

CONCENTRATI SUL VALORE – Gli approcci tradizionali, hanno il loro pilastro principale nel taglio dei costi secondo un sistema rigido. Ma questo porta inevitabilmente ad un abbassamento nella qualità dei prodotti. Inoltre, si rischia la pericolosa formazione di una organizzazione poco dinamica e poco incline ai cambiamenti.

La produzione snella, o meglio ancora sarebbe a dire il “Lean Thinking” (pensiero snello) ha, invece, il suo pilastro fondante nella generazione di valore per il cliente. Attenzione: non è uno slogan pubblicitario! Si tratta di cambiare punto di vista.

Se fissarsi sul tagliare i costi, approccio molto “tradizionale”, porta a eliminare “meccanicamente” alcune attività (magari importanti) o ad abbassare la qualità. Pensare al cliente, invece, significa chiedersi: cosa porta maggiore valore per il cliente? Cosa no?

Questo fa cambiare ottica e sposta il focus dal singolo processo a tutte quelle attività, dalla progettazione alla consegna, che possono essere fonte di spreco e che quindi vanno necessariamente eliminate (sovrapproduzione, prodotti difettosi, trasporti, movimentazioni inutili, scorte e processi mal progettati).

Ecco alcuni spunti che potete approfondire:

  • VSM – Value Stream Map

Organizzazione Azienda Penta Systems arredi per negoziLa mappatura del flusso del valore è il primo e più importante, strumento Lean. Il primo da utilizzare in ordine di tempo, perché indica dove è più opportuno applicare gli altri. Si tratta di un insieme di tecniche e strumenti per migliorare la gestione a vista sul posto di lavoro (cartellonistica, bacheche, righe a terra, sistemi di controllo stati macchina, sistemi di identificazione materiali/attrezzature, ecc.).

  • PDCA – Plan-Do-Check-Act

Il ciclo di Deming è un modello studiato per il miglioramento continuo della qualità in un’ottica a lungo raggio.

P – Plan – Pianificazione.

D – Do – Esecuzione del programma, dapprima in contesti circoscritti.

C – Check – Test e controllo, studio e raccolta dei risultati e dei riscontri.

A – Act – Azione per rendere definitivo e/o migliorare il processo (estendere quanto testato dapprima in contesti circoscritti all’intera organizzazione)

  • TPenta Systems arredi su misuraecnica 5s

La tecnica “5S” è stata sviluppata in Toyota come guida operativa per l’organizzazione del posto di lavoro, la gestione a vista ed il mantenimento degli standard di ordine e pulizia. Il motto per le 5S è un posto per ogni cosa ed ogni cosa al suo posto

  • SMED – Single Minute Exchange of Die

Uno degli strumenti della Produzione Snella per ridurre gli sprechi in un processo manifatturiero. Fornisce un modo rapido ed efficiente volto alla riduzione dei tempi di setup.

  • TPM – Total Productive Maintenance 

Riguarda le tecniche e le metodologie per massimizzare l’efficienza degli impianti e dei macchinari focalizzando l’attenzione sulle attività di manutenzione.

  • Gestione a vista (supermarket, kanban)

Gestione efficiente degli ordini in Penta Systems arredi su misura per negoziRiguarda la modalità di gestione dei processi basata sul concetto che le informazioni sui parametri dello stato di avanzamento degli stessi debbano essere visibili e distribuite in tempo reale fra tutti gli operatori interessati.

 

Provare per credere! Nella mia azienda abbiamo finora implementato la Value Stream Map, la Metodologia 5S e il Kan Ban.

Lean Production in Penta Systems il contract del metallo per arredo negozi

Ma attenzione: il Lean thinking è un approccio che non si esaurisce con una procedura ma prevede una attenzione costante per un miglioramento nel corso del tempo, concetto riassunto con il temine giapponese Kaizen.

Infine, è di fondamentale importanza che tale filosofia venga interiorizzata da tutti gli operatori. Ognuno deve dare il proprio contributo nel mantenere il cambiamento effettuato e nell’apportare nuove idee. Questi forti cambiamenti stanno portando importanti risultati, in termini di abbassamento dei tempi di produzione, diminuzione dei costi ed incremento della qualità.

Ma tutto questo deve essere mantenuto nel tempo ed è responsabilità dell’azienda farsi carico di ciò.

Buon lavoro!

Cos’è l’Acciaio Cor-Ten? Te lo spiego in 6 punti

Acciaio Corten - arredo negozi

ALLO STATO GREZZO – Assieme al Ferro Nero Calamina e al Ferro Decapato l’Acciaio Corten è uno di quei materiali che, allo stato “grezzo”, rappresentano interessanti alternative ai trattamenti superficiali “classici” come, ad esempio, la verniciatura.

Non è un caso che, sempre più spesso, si vedano arredamenti in COR-TEN non solo in esterni ma anche per interni. Infatti, questo materiale unisce estetica a funzionalità (e non è solo un modo di dire). Le strutture in corten si distinguono dal semplice effetto ruggine del “ferro” (il nostro ingegnere lo definisce un “processo materico”).

La sua caratteristica principale è l’ottima resistenza alla corrosione degli agenti atmosferici: la naturale ossidazione si assesta formando una patina protettiva che non si modifica più nel tempo. Inoltre, l’elevata resistenza meccanica permette impieghi strutturali che ben si combinano con le necessità estetiche di alcuni elementi architettonici.

OSSIDAZIONE – Possiamo dire che questo materiale mette d’accordo architetti e ingegneri (cosa rara, mi dicono). Le sfumature che si generano a seguito del processo di ossidazione sono uniche e inimitabili ma, soprattutto, garantiscono delle opere uniche. Infatti, sebbene il processo di ossidazione sia praticamente sempre lo stesso, il risultato finale non si può controllare (per fortuna!) e ogni prodotto risulta a sé stante.

Ora, vorrei porre l’attenzione su un particolare: i tempi.

I tempi di ossidazione non sono immediati e, per ottenere una finitura ben fatta, devi considerare che ci vogliono almeno 10 giorni, il tempo necessario affinché il materiale si ossidi e crei quella patina che ne garantirà la stabilità nel tempo.

Spesso mi chiedono questo tipo di finiture in due giorni. Bene, devi sapere che non è possibile e, se qualcuno ti propone un trattamento in tempi così brevi, diffida sempre. Il risultato sarà scadente e l’ossido appena accennato.

Forse ti stai chiedendo: ma il Corten non nasce così? Perché aspettare che si ossidi?

Quando noi “fabbri” acquistiamo la materia prima questa non presenta ossidazione ma risulta “bella” e priva di ruggine per poter permettere che sia lavorata, saldata e piegata. Solitamente, viene fatto ossidare il prodotto finito, in alternativa è possibile eseguire il trattamento sulle barre o sulle lastre, prima delle lavorazioni meccaniche ma, onestamente, nella mia azienda preferiamo trattare il manufatto alla fine di tutta la lavorazione.

Altra questione su cui vorrei mettere l’accento: il corten non è l’acciaio al carbonio ossidato. Fai attenzione, perché il risultato estetico, in un primo periodo, si presenta in modo molto simile.

Dopo la stabilizzazione, il corten, come detto sopra, resiste alla corrosione mentre il “ferro” (acciaio al carbonio) assolutamente no. La tenuta dell’acciaio al carbonio, sebbene protetto con verniciatura o cera come ho già anticipato in un articolo precedente, è limitata, poi incorrerai in fenomeni di sfarinatura e scrostamento. A questo punto, facciamo un breve chiarimento sul materiale.

IL MATERIALE – Se hai letto i miei articoli precedenti, dovresti avere un po’ più di chiarezza sull’uso di parole come ferro, acciaio, inox. Facciamo un veloce riassunto.

Quando si parla di elementi in Ferro si intende, solitamente, Acciaio al Carbonio (o semplicemente “Acciaio”) cioè una lega di Ferro e Carbonio. Se si inseriscono degli altri elementi al posto del carbonio si ottengono caratteristiche diverse. Puoi ottenere l’Acciaio Inox (o semplicemente “Inox”, se vuoi approfondire leggi qui) o Acciaio Corten (o semplicemente “Corten” o “Cor-ten”).

L’acciaio COR-TEN è una lega che contiene, oltre al ferro, rame, cromo, fosforo, nichel ed eventuali altri elementi. Ti stai chiedendo il perché di questo e del perché venga spesso scritto con un trattino? Ebbene, il nome deriva proprio dalle sue caratteristiche principali:

– elevata resistenza alla corrosione (CORrosion resistance)

– elevata resistenza meccanica (TENsile strength)

Come l’Inox, anche il Corten si auto-protegge formando uno strato “passivante”. Entrambi si comportano in modo molto diverso dall’Acciaio al Carbonio. Quest’ultimo, quando si ossida, forma uno strato poroso e incoerente che non riesce a proteggere il metallo sottostante. Inox e Corten, invece, formano uno strato superficiale aderente che protegge perfettamente il materiale.

Ma perché dovrebbero darti Ferro anziché Corten?

I profili in ferro sono più commerciali e reperibili, sempre disponibili a magazzino, perciò, a livello produttivo, è tutto più semplice. Nel dubbio, chiedi i certificati al fabbro e assicurati che sia Acciaio Corten e non semplicemente Acciaio al Carbonio ossidato.

RIASSUNTO – Facciamo chiarezza in 6 punti:

  1. Il Corten è un materiale, non una finitura
  2. Le sue peculiarità sono resistenza meccanica e resistenza alla corrosione
  3. Allo stato grezzo il materiale non è ossidato
  4. Occorrono almeno 10 giorni per un lavoro fatto a regola d’arte
  5. L’acciaio Corten unisce estetica e funzionalità
  6. Se vuoi una garanzia che il materiale si davvero quello che ti dicono, richiedi un certificato della materia prima

TRATTAMENTO – Ultimo ma non per importanza è il trattamento superficiale di finitura:

– se il prodotto è pensato per un uso in esterni, il bello di questo materiale è che lo puoi lasciare così com’è, l’ossido è auto-protettivo e garantirà la stabilità nel tempo;

– se il prodotto è pensato per un uso in interni è consigliabile un trattamento come ceratura o verniciatura (dopo opportuna stabilizzazione del materiale) per evitare “sfarinamenti” al tatto.

Spero di averti aiutato a fare chiarezza su questo materiale e a quali particolari fare attenzione quando ti rivolgi a un fornitore.

Se vuoi chiedermi qualche informazione in più o sapere cosa possiamo fare per te, non esitare a contattarmi, ti risponderò al più presto.

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Ecco gli argomenti che ho già trattato:

Responsabile sicurezza: sai cosa rischi? Ecco le garanzie di una marchiatura CE

Strutture acciaio marcate CE - Penta Systems

In un articolo precedente, abbiamo introdotto la normativa EN1090. Come hai imparato, questa norma prevede la “marcatura CE”.

Ma quali garanzie può darmi? E, al contrario, cosa rischio?

GARANZIE – Che garanzie dà la marcatura CE?

Garantisce che la struttura è stata progettata e costruita rispettando le prestazioni di sicurezza indicate dalla norma.

Il produttore, per marcare CE il prodotto, è soggetto a controlli da parte di un organismo notificato che ha il compito di verificare che venga rispettato quanto indicato nella norma stessa.

Pertanto, l’acquisto di un prodotto marcato CE garantisce che il produttore ha i requisiti necessari per la progettazione (nel caso sia a carico del produttore, cioè Marcatura CE 3b) e la produzione del manufatto.

I RISCHI – L’acquisto di prodotti non marcati, oltre ad essere illecito, comporta la perdita di ogni assicurazione riguardo l’opera ed eventuali danni derivati.

Inoltre, in sede di collaudo, le autorità (Genio Civile) potrebbero richiedere la sostituzione della struttura non marcata CE, con una correttamente marcata. L’utilizzo di carpenterie non marcate espone ulteriormente la direzione lavori e la committenza ad assumersi una maggiore responsabilità nei confronti dell’opera stessa, in quanto hanno, entrambi per le proprie competenze, deciso di utilizzare prodotti non a norma che non garantiscono gli adeguati livelli di sicurezza richiesti.

PROGETTAZIONE O PRODUZIONE? – Esistono diverse tipologie di marcature CE. Nel particolare, vorrei mettere l’accento sulle differenze tra Marcatura CE 3A e Marcatura CE 3B.

La Marcatura CE 3A prevede che il costruttore riceva un progetto dal committente e si limiti alla produzione. L’azienda marcata “3A” non è, quindi, autorizzata a progettare l’elemento.

La Marcatura CE 3B, invece, consente al costruttore anche la progettazione dell’elemento.

Per esempio, nella nostra azienda possiamo marcare 3B e quindi garantire anche la progettazione.

 

UN PRODUTTORE MARCATO CE – La marcatura del prodotto garantisce che:

  • L’azienda produttrice è in grado di progettare l’opera (nel caso di marcatura 3b)
  • L’azienda produttrice gestisce correttamente l’acquisto, il trasporto e lo stoccaggio della materia prima e dei materiali di apporto della saldatura
  • L’azienda produttrice è autorizzata a realizzare le saldature necessarie, attraverso l’utilizzo di procedimenti certificati (WPQR) e personale qualificato (patentini saldatori)
  • Che i macchinari di taglio e foratura permettano lavorazioni con caratteristiche idonee a non limitare la resistenza dei componenti strutturali
  • L’azienda produttrice adotta procedimenti di finitura e protezione (zincatura, resistenza al fuoco,…) a norma
  • L’azienda produttrice detiene la tracciabilità dei materiali costituenti la struttura

 

TRACCIABILITÀ – E i materiali utilizzati?

I materiali costituenti la parte strutturale dell’opera devono essere marcati a loro volta (UNI EN 10025 per i laminati a freddo, UNI EN 10219 Tubi formati a caldo, UNI EN 10210 Tubi formati a freddo). La tracciabilità attraverso le bolle di trasporto dei materiali, permette di risalire dalla marcatura del prodotto finito, alla marcatura dei singoli pezzi (tubi, lamiere, materiale di apporto delle saldature) costituenti la struttura.

Pertanto, la marcatura garantisce che il prodotto finito ha subito una serie di controlli e lavorazioni prima di essere immesso sul mercato, tali da garantire la sicurezza necessaria.

STRUTTURA –  La norma UNI EN 1090-1, permette al progettista di definire la classe di esecuzione dell’opera in funzione dell’importanza della stessa in termini di: rischi connessi all’esercizio della struttura, rischi connessi al metodo di costruzione della struttura e danni derivanti dall’uso della struttura.

Nel caso di strutture ordinarie, la classe di esecuzione è la EXC2 ed è quella che viene comunemente utilizzata.

È molto importate segnalare che il produttore, in funzione delle strutture che andrà a fabbricare, deciderà se certificarsi per una classe di esecuzione specifica.

La nostra azienda (Penta Systems) ha deciso di certificarsi per la classe di esecuzione EXC2, pertanto è idonea a realizzare carpenteria strutturale in classe EXC1 ed EXC2.

 

VADEMECUM –  Riassumendo, ecco alcuni temi che devi tenere presente:

  • Assicurazione: sei assicurato? Bene! Ma non basta. Se non viene rispettata la norma EN-1090 non sei tutelato dai rischi.
  • Progettazione: sai cosa stai comprando? Il tuo produttore è certificato per progettare un elemento o solo per produrlo? Verifica la marcatura 3A o 3B.
  • Tracciabilità dei materiali: conosci i materiali che usi? Ti tieni tutta la responsabilità? Un’azienda certificata ti permette di intercettare tutta la filiera, di avere tutti i documenti di trasporto delle materie prime.
  • Saldature: la patente non basta per guidare! Il solo fatto che i saldatori abbiano i “patentini” non significa che possano eseguire saldature a norma. Ricordalo!

 

Un articolo un po’ complesso e carico di dati questo. Ma un po’ di dati non fanno male quando si tratta di sicurezza. Se hai a che fare con elementi strutturali, ti consiglio di approfondire l’argomento. Questo articolo può servirti come “traccia” per approfondire alcuni temi. E per chiedere la giusta certificazione al tuo fornitore!

Buon lavoro!

(Questo articolo è stato scritto in collaborazione con l’ingegner Christian Pelati che si occupa degli aspetti legati alle certificazioni normative e di prodotto in Penta Systems) 

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Sicuro di utilizzare prodotti certificati? Alla scoperta di EN1090 e marcatura CE

Struttura acciaio certificata EN1090, Scala a giorno

Le leggi, si sa, a volte sono piuttosto complesse. Capita di non conoscerle perfettamente, nemmeno quando riguardano il nostro settore.

Ecco perché, con questo articolo, vorrei aiutarti a fare un po’ di chiarezza, introducendo il tema delle certificazioni nella “carpenteria strutturale”.

Architetto, designer, responsabile acquisti: vorrei parlare soprattutto a te. Quanto conosci della cosiddetta “1090”?

Cos’è la norma EN 1090? Perché Acquistare da una azienda certificata EN1090? In cosa ti tutela? Quali prodotti sono coperti?

LA NORMA EN-1090 – La normativa EN 1090-1 è in vigore dal 2011. A luglio 2014 è diventata obbligatoria.

Lo scopo della normativa è di garantire l’immissione nel mercato comunitario (EU) di carpenterie strutturali sicure.

La norma, prevede la Marcatura CE di componenti strutturali in acciaio e in alluminio immessi sul mercato come prodotti da costruzione. Si applica a componenti strutturali di serie e non di serie e ai “kit”.

Definizione di kit: “insieme di più componenti, assemblati per essere incorporati in modo permanente, nelle opere di costruzione”

E, fino a qui, tutto chiaro. Chiaro?

  • DOMANDA: Chi deve essere Certificato UNI EN-1090?

Risposta: Qualunque Fabbro, Carpentiere, o comunque costruttore di opere strutturali in acciaio e alluminio.

 

  • DOMANDA: Quali prodotti sono inclusi e quali esclusi?

Risposta: Il CPR 305/2011/CE stabilisce quali sono le opere soggette a marcatura CE secondo la UNI EN 1090.

In linea di principio, per sapere se un prodotto deve essere costruito da una azienda certificata UNI EN 1090 occorre che:

– Non sia dotato di marcatura di prodotto specifica (es: Barriere Stradali, Pali di illuminazione pubblica, ecc)

– Sia carpenteria metallica e sia strutturale con capacità portante (es: Scale interne ed esterne degli edifici, parapetti, balaustre)

 

  • DOMANDA: Cosa significa struttura?

Risposta: Una definizione di struttura può essere “il complesso degli elementi che costituiscono una costruzione, con particolare riferimento a funzioni di sostegno e di collegamento e alla capacità di resistenza”. 

Anche un parapetto? Sì, perché è un prodotto che viene incorporato in maniera permanente in opere di costruzione, è progettato per resistere a dei carichi e, quindi, non deve presentare deformazioni che possono provocare danni alle strutture o lesioni anche gravi agli utilizzatori.

CONCLUSIONE – Bastano questi 3 chiarimenti? Sicuramente no. Quali sono le tue domande?

In un prossimo articolo parleremo più diffusamente di alcuni aspetti legati alla marcatura CE.

Questo articolo vuole avere solo un valore introduttivo alla normativa 1090. Non siamo uno studio legale ne’ un’azienda certificatrice. Ma siamo produttori. E vogliamo condividere quello che abbiamo appreso nel nostro lavoro, pensando che possa essere utile approfondire per chi, come te, progetta e lavora con elementi in acciaio e alluminio.

(Questo articolo è stato scritto in collaborazione con l’ingegner Christian Pelati che si occupa degli aspetti legati alle certificazioni normative e di prodotto all’interno di Penta Systems)

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